Inside out: parola alle emozioni. E ai bambini

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Inside Out è sicuramente uno dei capolavori, campione di incassi, della Disney-Pixar che sta avendo un grande impatto su adulti e bambini, perché colpisce dentro, al cuore.
Con i suoi colori, i suoi scenari, il suo ritmo e i suoi buffi personaggi ha conquistato tutti.
Così come sono stati conquistati i bimbi dell’Asilo Nido, Scuola dell’Infanzia Briciole di Stelle, a cui i maestri hanno dedicato uno spazio per parlarne tutti insieme, facendo loro alcune domande.
Bimbi vi è piaciuto Inside Out? Si tantissimoooo!!!  (in coro).
Ognuno di loro ha colto nel film un aspetto diverso “parla di una bambina che alla fine piange”, “di un treno che cade dai binari”,“di una mamma e di un papà che abbracciano una bambina”, “di quando la bambina era piccola e piangeva dopo aver premuto il tasto tristezza”.
Assistiamo alle stesse cose, ma le viviamo in modo differente e ad esse reagiamo in modo differente, perché diversa è la modalità con cui diamo significato alla nostra esperienza.
Ogni bambino è diverso, unico e speciale, per come è!
Cos’è che vi ha colpito di più? Il treno che cade in mezzo alle palline dei ricordi di Riley!, Tristezza che tocca i ricordi di Riley e diventa felice!, Quando Disgusto apre la porta e prende Rabbia!
E sono proprio i protagonisti del film, Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto, ognuno con la propria forma e colore, con la propria forte personalità, con il proprio modo di fare a colpire i bambini, che vorrebbero essere quei personaggi, anche in sintonia con il loro stato d’animo del momento.
Bimbi ma qual è stato il vostro personaggio preferito? Gioia perché è bella e fa la ruota!, Rabbia perché mi sta simpatico ed è molto buffo e perché qualche volta mi arrabbio come lui!, Disgusto perchè a volte non mangio gli Spinaci ed il Formaggio! Gioia perché è bello essere felici e non tristi!, Tristezza perché era tanto divertente!, Paura perché ieri ho sognato un ragno gigante che mi ha spaventato!
Capiscono subito che quei 5 buffi personaggi rappresentano le nostre emozioni, che sono dentro ognuno di noi e che prendono il comando a seconda di come stiamo.
Secondo voi cosa sono queste emozioni? Sono delle cose che stanno dentro al nostro cervello, servono per essere felici come Gioia o arrabbiati come Rabbia o tristi come Tristezza, servono per dire “bleah” quando una cosa non ci piace…come faceva Disgusto!
Viene inevitabilmente da stupirsi che la cinematografia per bambini solo oggi abbia creato e messo in onda un film dove si parla esplicitamente di emozioni, di come queste influenzano il nostro agire e di come sono responsabili dello sviluppo della nostra personalità. Meglio tardi che mai!
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Merito di Inside Out è stato, inoltre, sicuramente quello di dare uno spazio scenico rilevante anche a quelle emozioni che, nella cultura odierna, non hanno un riconoscimento significativo, non sono ben viste e quindi accettate: la paura, la tristezza e la rabbia.

La nostra è ancora una società dove spesso diventa obbligatoria e indispensabile la ricerca sfrenata ed esasperata della gioia (soprattutto per i nostri bambini) che si contrappone all’allontanamento della tristezza come stato emotivo inaccettabile e poco funzionale; una società dove si deve essere “forti” a tutti i costi e non c’è spazio per la paura e per le nostre debolezze; una società in cui si deve reprimere la rabbia in quanto la sua manifestazione è collegata solo a comportamenti violenti e distruttivi.

Difficile per noi genitori accettare che nostro figlio sia triste per qualcosa, che abbia paura nell’affrontare qualcosa o che si arrabbi per un torto subito; ci mette a contatto con la nostra impotenza, apre dei dubbi sul nostro ruolo e ci porta, a volte quasi automaticamente, a cercare di scacciare subito, magari con un sorriso stentato, da loro questi vissuti, che di certo piacevoli non sono.
Quante volte ci troviamo a dire in maniera quasi spontanea “non devi avere paura”, “non devi essere triste”, “non arrabbiarti però”, quasi come se tristezza, paura e rabbia fossero dei mali da sconfiggere, dimenticandoci della loro funzione adattiva e di salvaguardia della nostra vita.
Non sorprende, invece, che a molti bambini del nido sia piaciuta proprio Tristezza, blu, bassa, rotondetta, con grandi occhialoni e quella sua voce particolare, che ispira tenerezza e invoglia a prendersi cura anche di lei.

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Tristezza che non è, come sembra inizialmente, un intralcio alla gioia, che toglie la luce macchiando di blu, ma è la possibilità di guardarsi dentro, “Piangere mi tranquillizza, mi fissa sulla gravità dei problemi della vita!” – dice tristezza nel film-, è l’opportunità di darsi quello spazio di riflessione interno dove trovare altre soluzioni per affrontare quello che ci succede.

Inside Out diventa così un inno alle emozioni che, tutte insieme, aiutandosi a vicenda ognuna con le proprie peculiarità, guidano la nostra percezione del mondo e ci aiutano a strutturare le nostre relazioni interpersonali. E spesso sono proprio i bambini a insegnarci molto su questo, a venirci in soccorso, a parlare liberamente, se offriamo loro un ascolto attento, di quello che provano.
Bimbi ma vi capita a volte di essere tristi? Si, quando mamma si arrabbia, quando voglio nonna e non c’è, quando mi tolgono i giocattoli, quando non posso vedere tutti i miei amici, quando mamma parte, quando mi tolgono la TV.
Ed invece quando vi capita di essere arrabbiati? Quando litigo con mia sorella, quando mi fanno i dispetti, quando mi tolgono i giochi, quando mamma e papà mi rimproverano.
Se li ascoltiamo, se li osserviamo con calma ed attenzione, è facile cogliere in loro tutta una gamma di colori emotivi e di sfumature di cui a volte noi adulti ne dimentichiamo l’esistenza, anche per noi stessi.

E inoltre, per nostra fortuna, le emozioni non possono squagliarsela!

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Articolo a cura di:

Mario Meringolo – Psicologo/Psicoterapeuta

Milena Masciarri – Psicologa/Psicoterapeuta

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